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giovedì 31 marzo 2016

Nessuno poteva prevedere quello che sarebbe successo a Sant'Onofrio

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Nel piccolo e nel grande, la cattiva programmazione dell'amministrazione alla guida del nostro paese, Sant'Onofrio, si rivela anche in questo caso nel suo fare raffazzonato e del tutto impreparato a prevedere anche le più predeterminate ricorrenze.

domenica 17 novembre 2013

La discarica: la punta dell'iceberg di un problema più serio.

Il progetto che prevede una discarica di rifiuti pericolosi e non pericolosi a Sant’Onofrio, è un abominio politico, amministrativo e morale. Non perché il luogo designato sia il nostro paese, ma perché in oltre 20 anni di emergenza rifiuti, ancora, in Calabria, ci si ostina a nascondere l’immondizia sotto il tappeto, invece di risolvere realmente il problema.


Rifiuti derivanti dalla lavorazione delle pelli, pitture e vernici, solventi organici, oli e residui di combustibili, rifiuti prodotti dall’industria farmaceutica, rifiuti di qualsiasi genere possa essere immaginato, rifiuti urbani e rifiuti umani. Questo è il tipo di discarica che si intende creare nel comune di Sant’Onofrio, che interesserà, con i suoi effetti, tutti i territori limitrofi, e che nel lungo periodo avrà ricadute pesantissime sulla salute delle persone e dell’ambiente.

Riunione cittadini per discutere
del problema della discarica
Ieri (16 novembre 2013) per fare il punto della situazione molti santonofresi e diversi abitanti dei paesi adiacenti, si sono riuniti presso l’oratorio. Molti gli spunti e le riflessioni, encomiabile la partecipazione dell’amministrazione schierata accanto alla gente, ottimo il risultato raggiunto per la formazione di un comitato che si opponga a questo ecomostro. Tuttavia si rimane perplessi dalla scarsa autocritica che, in particolare, l’amministrazione dovrebbe pur fare per comprendere il problema. 

Il vigente Piano Regionale aveva fissato, in linea con il D. Lgs. 152/2006 i seguenti obiettivi di raccolta differenziata:
  • Almeno il 35% entro il 31/12/2006
  • Almeno il 45% entro il 31/12/2008
  • Almeno il 65% entro il 31/12/2012 

Tali obiettivi sono stati disattesi. Infatti in ambito regionale, fatta salva qualche meritoria eccezione, si deve, in generale, registrare un forte ritardo accumulato nel sistema organizzativo della raccolta differenziata. In particolare la provincia di Vibo Valentia ha una percentuale di raccolta differenziata pari al 11%, con un sistema di gestione dei rifiuti ancorato al conferimento in discarica.

E’ poco credibile, in questo contesto, una iniziativa popolare, che tenda a esprimere l’idea che la discarica non si debba fare nel proprio territorio, ma continui a produrre rifiuti indifferenziati da mandare da qualche altra parte.
E’ povera la risposta di qualche amministratore che, riguardo alla mancata raccolta della differenziata nelle strade del paese, dichiara che la discarica nella quale dovrebbe essere conferita è piena, confermando inoltre che in realtà il riciclo è solo una finzione.


Non riteniamo una buona amministratore, quella che non si rende conto che la mancata attuazione di un serio piano per il riciclo ha, ovviamente e gradualmente, aumentato le operazioni di smaltimento in discarica che, come è noto, si ripercuotono negativamente sul territorio e, più in generale, sull’ambiente, aggredendo la “risorsa territorio” e mettendo a rischio gli equilibri eco-sostenibili.

Basta guardarsi intorno in questi giorni per comprendere quello che sta accadendo nel territorio vibonese sotto gli occhi di tutti. Cumuli di spazzatura lasciati da intere settimane per le strade. Premesse ovvie per creare l'emergenza e rendere urgente la realizzazione di un nuovo sito di smaltimento.
L'allarme che i santonofresi intendono portare avanti non è solo nei confronti di una discarica, ma verso un sistema amministrato senza prospettive di futuro. 

In una situazione di tale gravità, il PD sarà in prima linea nell’ostacolare in ogni modo la realizzazione della discarica, ma con la stessa forza e senza timore, pretenderà una ripresa incisiva della politica della prevenzione, riutilizzo, riciclaggio e recupero dei rifiuti. Sant’Onofrio ha il dovere di essere capofila in un azione che coinvolga l’intera provincia verso una netta inversione di tendenza. L’amministrazione ha il dovere di attivare l’isola ecologica, senza nascondersi dietro puerili scuse, modificando la realtà.


Prevenzione, significa attuare oggi stesso un piano rifiuti, che anticipi le necessità della comunità, senza aspettare l’emergenza. L’amministrazione dovrebbe elaborare programmi volti a prevenire la produzione di spazzatura, con obiettivi specifici di precauzione, da attuare secondo un criterio di adeguatezza e che siano accessibili al pubblico.

La percentuale di raccolta differenziata non deve crescere: deve decollare, perché il tempo per intraprendere la strada corretta è quasi esaurito. Bisognerà partire da una analisi critica degli errori commessi con le precedenti iniziative, che non hanno raggiunto gli obiettivi previsti.

Solo con un piano alternativo efficace ed efficiente si potrà contrastare un progetto che distruggerebbe un'area, che dovrebbe essere curata come oasi protetta.

I santonofresi non vogliono la disarica,  Sant’Onofrio non vuole essere una discarica.

martedì 1 ottobre 2013

Asilo Nido Comunale e TARES - L'amministrazione non è capace di gestire il comune

S.Onofrio. Cittadini lasciati nell’incertezza,
da un’amministrazione che tace.

 



In pochi erano ormai rimasti a credere alle rassicurazioni dell’amministrazione guidata da Tito Rodà, in merito alle sorti dell’asilo nido comunale. Qualcuno ancora era fiducioso che entro settembre la situazione sarebbe stata chiarita. Invece il silenzio. Un muto atteggiamento dei componenti della giunta, che lascia i cittadini attoniti sulle sorti del paese.
 

Di fatto, questa compagine, non solo non è riuscita ad aprire le nuove strutture lasciate in eredità dalle vecchie amministrazioni, ma giornalmente distrugge i servizi che i cittadini santonofresi erano riusciti a conquistare con grande sacrificio.

Ecco cosa ne è stato dei proclami del sindaco che oltre tre mesi fa, accusava l’opposizione del PD di incompetenza garantendo che: “esternalizzare significa non svendere l’asilo ma salvare il nido comunale ottimizzando i costi e mantenendo la stessa qualità del servizio”. Ebbene, non ci è voluto molto affinché i cittadini comprendano da quale parte sta l’incompetenza.


Sull’argomento invitiamo ancora una volta il sindaco alla chiarezza.


Chiarezza che è mancata anche sulla nuova imposta TARES. Tassa che, nella attuale situazione di crisi, dovrebbe essere regolamentata in maniera precisa e puntuale, così che non si vadano ad impoverire ulteriormente le tasche delle famiglie santonofresi.

Invece accade che i cittadini sono stati lasciati completamente all’oscuro sull’entità di tale imposta, nonostante la scadenza del 30 settembre.





I punti critici dell’operato di questa amministrazione sulla gestione di questa imposta, sono tanti è tali che sarà preferibile procedere con ordine.

  • Bisogna precisare che i cittadini di Sant’Onofrio hanno appena finito di pagare la TARSU 2011.
  • Nella delibera di giunta n. 37 del 27/6/2013 l’amministrazione ritiene opportuno: “stabilire che, per il 2013, il versamento del tributo avvenga in due rate pari importo, calcolate nell’importo dell’80 % della TARSU 2012
  • Nella stessa delibera però viene deliberato che: “limitatamente all’anno di imposta 2013, il versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES) in tre rate, di cui le prime due di pari importo, calcolate nell’importo dell’80 % della TARSU 2012,con le seguenti scadenze: 1° rata 30 settembre 2013; 2° rata 30 novembre 2013”
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Già basterebbero questi ultimi due passaggi per confondere anche chi, armato di buona volontà, cercasse di comprendere a quanto dovrebbe ammontare la rata da versare il 30 settembre. In primo luogo il volenteroso contribuente non avrebbe modo di conoscere l’entità stessa del tributo, visto che i ruoli della TARSU 2012 non sono stati ancora inviati ai cittadini. A questo si aggiunga che molte perplessità sorgerebbero nel tentativo di comprendere se la tassa dovrà essere pagata in due o tre rate.

Ma il lettore più incline a perdonare eventuali errori di battitura, arriverebbe alla conclusione che, visto che si parla in entrambi i casi di “pari importo”, è evidente che le prime due rate saranno entrambe pari al 40% della TARES 2012 e la terza sarà computata a conguaglio. Ma andiamo avanti.


  • Il 15/7/2013 con Prot. N. 3120 viene pubblicato un avviso ai cittadini che sentenzia: “1^ rata scadenza 30/09/2013 (acconto TARES 2013 calcolata sull’importo dell’80% della TARSU 2012) - 2^ rata scadenza 30/11/2013 (conguaglio a seguito di applicazione tariffe TARES 2013)”
  • Al 30 settembre 2013, nessun bollettino è arrivato ai cittadini che indicasse con chiarezza l’importo da pagare e le relative scadenze.
E’ evidente a questo punto, che ad avere le idee confuse non è il contribuente, ma quest’amministrazione, che non rendendo eseguibile la propria stessa deliberazione, porta le rate a due, che non sono né pari all’80% della TARES 2012, né di pari importo.

Con queste premesse, i santonofresi dovranno comunque in breve tempo pagare per la seconda volta nello stesso anno, la tassa sui rifiuti (TARSU 2011 e TARES 2013), impoverendo grandemente un tessuto sociale già sfaldato.


Il PD presenterà entro breve una proposta di delibera di indirizzo per il regolamento TARES, prevedendo soprattutto la possibilità per i cittadini di rateizzare i versamenti in più anni. La segreteria sarà inoltre disponibile ad aiutare coloro che cercassero assistenza in questa ingarbugliata situazione.


venerdì 2 agosto 2013

Il sindaco accusa il responsabile del servizio ed evita di rispondere.

I consiglieri di maggioranza sono visibilmente in difficoltà.
Che l’amministrazione Rodà fosse mediocre nel risolvere le problematiche amministrative di Sant’Onofrio e che nulla in questi due anni sia stato fatto per creare prospettive di rilancio per la comunità, è ormai evidente; fatti che il circolo del PD ha più volte evidenziato con fermezza e decisione.
Ma ciò che è accaduto all’ultimo consiglio comunale, ha chiarito in maniera indiscutibile, che questa giunta non ha alcuna voglia di confrontarsi con i propri cittadini.

Non è trascorso neanche un mese dal rifiuto del sindaco Rodà a partecipare al dibattito pubblico del 14 luglio in piazza sulla situazione cittadina. Una ritirata indecorosa dopo la pubblica sfida che lo stesso aveva annunciato dalle pagine dei giornali, prendendosela in seguito con i giornalisti, che a suo dire hanno travisato le parole.
Il sindaco non solo ha perso un’occasione per chiarire alla comunità i tanti dubbi della gestione comunale, ma ha anche evitato di proporre una nuova data per un contraddittorio pubblico.

Ma i nodi vengono al pettine e la fuga non è sempre possibile, così nello scorso consiglio comunale del 31 luglio, la maggioranza ha dovuto mettere a verbale la propria incapacità.

Le prime avvisaglie si sono avvertite allorquando all’emendamento presentato dal consigliere Fortunato Addesi, teso a rendere finalmente fruibile il Centro di Aggregazione Sociale di via Teti, la maggioranza si è chiusa a riccio, continuando a negare il diritto di riunirsi in spazi idonei: un’azione che ha rasentato il dispotismo d’altri tempi.

Per non parlare poi delle incaute dichiarazioni del sindaco sull’errore del mancato accesso al fondo per sanare i debiti pregressi delle pubbliche amministrazioni.
La denuncia del PD partita dalle pagine dei giornali è stata finalmente portata in discussione . Il sindaco non ha avuto il coraggio di assumersi le responsabilità di cui un Primo Cittadino dovrebbe farsi carico e, dimostrando la propria esilità politica, ha accusato il responsabile comunale dott. Cunsolo (uomo di sua fiducia) di non aver voluto firmare la certificazione del debito, impedendo di fatto l’avanzamento della pratica presso la Cassa Depositi e Prestiti.
A riprova di questo ha lungamente sventolato, rosso in viso e visibilmente agitato, un documento nel quale il dott. Cunsolo relazionava nel merito del d.l. 35/2013, esaminando i pro e i contro dell’adesione a tale fondo: un documento utile all’amministrazione per decidere nel merito, non certo un rifiuto ad adempiere ai propri doveri. 

Altro argomento portato in discussione è stato quello circa le sorti dell’asilo nido comunale. Tanti sono stati gli articoli sull’argomento e parimenti numerose sono state le smentite. Finalmente i cittadini, presenti numerosi, si aspettavano di avere informazioni pubbliche e ufficiali e non riservate a poche orecchie. Ma le speranze sono rimaste deluse, infatti a domanda diretta su quali siano le motivazioni per le quali si intende privatizzare l’asilo nido comunale, l’amministrazione si è rifiutata di dare risposta. Una scena muta che ha umiliato la funzione del consiglio comunale.
I santonofresi non si sarebbero potuti mai immaginare che un’intera amministrazione non fornisse puntuali risposte a Consiglieri Comunali che pongono quesiti di estrema importanza per le famiglie del territorio.
Appare comunque ormai chiara la sorte dell’asilo. I genitori, nell’incertezza, hanno già iscritto i propri figli in altri asili fuori dal comune; così le aule in via Melissandra resteranno comunque vuote a settembre.
Bloccare l’asilo nido comunale avrà conseguenze su tutte le successive fasi di scolarizzazione, con il relativo spopolamento delle classi. Ma di questo la giunta Rodà pare non rendersene conto.

Infine tutto viene a galla, rivelando l’interesse che questa amministrazione dedica a pochi e non all’intera comunità, quando in merito allo stato Piano Strutturale Comunale, l’assessore di riferimento ammette candidamente che il preliminare è stato da qualche giorno depositato e che la sua realizzazione è stata conseguita su indicazioni di singoli cittadini.

Il cerchio si chiude!
Questa amministrazione non prenda in giro gli abitanti di Sant’Onofrio, fingendo apertura al dialogo. 
Il rischio che stiamo correndo è altissimo: l’asilo nido chiuso, la gestione comunale inadeguata, il piano strutturate segretato, la trasparenza amministrativa divenuta carta straccia.
Nei fatti l’amministrazione sta dimostrando una compagine che annaspa, priva di idee e senza carattere. Il sindaco dovrebbe assumersi le responsabilità dell’insuccesso e ritirarsi dalle scene politiche.

venerdì 19 luglio 2013

Discorso ufficiale di Giuseppe Ruffa al dibattito in piazza di giorno 14 luglio 2013

Si ringrazia prima di tutto l’amministrazione che ci ha concesso la piazza, le forze dell'ordine e i gentili ospiti che con un così breve preavviso hanno accettato l’invito (è stato un incontro a tappe forzate visto che l’autorizzazione ci è stata concessa solo venerdì alle 15.)
Grazie a tutti i presenti in piazza per aver accolto questa iniziativa in maniera così calorosa

Il motivo dell’incontro di oggi non è quello di parlare del PD, ma di come il PD possa è debba aiutare i territori. Non esiste una provincia senza i territori che la compongono, e non esiste analogalmente una regione o uno Stato. Queste entità hanno lo scopo di servire i territori
Il nostro deve essere quindi un partito che aiuta a tutti i livelli i territori a risolvere le problematiche, ma in un momento di crisi come questo, deve suggerire anche dei percorsi virtuosi.

Gli ospiti che oggi sono presenti a quest'incontro sono, Michele Mirabello, coordinatore PD provinciale, Giovanni Puccio (Coordinatore regionale PD), l'On. Pietro Giamborino, Condigliere regionale e l'On. Bruno Censore, Deputato della Repubblica.
Ringrazio per la presenza in piazza inoltre Salvatore Di Sì, sindaco di Stafanaconi, Stefano Soriano, segretario del circolo di Vibo Valentia, Maria Condello, segretario del circolo di Filogaso, Enzo Insardà, Responsabile regionale PD, Luigi De Nardo, segretario generale CGIL di Vibo Valentia

Invito i presenti alla fine del mio intervento di prenotarsi. Invito anche alla sintesi negli interventi, avendo disponibilità della piazza solo fino alle 21.

Quelli che voglio dare sono semplicemente degli spunti di dibattito, che ritengo stiano un po’ a cuore di tutti i cittadini.
Sant’Onofrio sta vivendo un periodo in cui si è spezzato quel sano dibattito politico, ovvero sugli interessi del paese. Si cerca di convincere la gente che a Sant’Onofrio per risolvere dei problemi c’è solo una via.
Ma non è così

Qualche giorno fa il commissario provinciale Mario Ciclosi diceva che bisogna cominciare a risolvere i problemi facendo le scelte giuste e non quelle più facili. Non ho potuto fare a meno di pensare come esattamente l’opposto di questa direttiva viene applicata in questo paese.
Il comune ha bisogno di personale competente e specializzato, ma ci viene detto che la legge non consente di fare queste assunzioni, e dovremmo credere che invece permette di assumere (perché di questo si tratta) nuove maestre.
NON E’ COSI’
Il Comune ha bisogno di tecnici è nessuna legge dice che il comune deve farne a meno. Questa è faciloneria

Si tratta di scegliere la via più semplice, quando invece di trovare soluzioni serie, si preferisce nascondere la spazzatura in un centro di raccolta differenziata, senza dare nessun tipo di spiegazione procedurale al consigliere che ne fa richiesta
Non è ancora chiaro a nessuno perché il centro di aggregazione sia chiuso, dopo che l’inaugurazione è stata fatta alla presenza del ministro della giustizia. Ma a questa amministrazione non interessa dare risposte.
E’ stato fatto notare oltre 4 mesi fa che in molte zone del paese l’acqua non è potabile da oltre 4 anni, ma nessun tipo di interesse ha destato questa notizia all’amministrazione.

Ma si potrebbe andare nel piccolo e parlare delle panchine assenti al monumento della santa croce in piazza. Ma anche passare ad aspetti di forte impatto economico come il contributo per i centri storici che ha concesso la regione Calabria, che verrà speso per ampliare ancor di più, immotivatamente la sede municipale. Invece di recuperare realmente il centro storico in cui le strade sono mulattiere e le abitazioni cadenti.
Ed è su questo punto che mi allaccio al discorso dell’importanza che il territorio sia supportato dagli enti superiori.
Questo del municipio è la prova provata di come si voglia essere furbi a discapito dei cittadini. Con i soldi per recuperare il centro storico si amplierà il comune. Ma nel "decreto fare" di questo Governo c’è una apposita legge per il recupero e l’ampliamento delle sedi comunali. Al danno si aggiunge la beffa.

Per non parlare della perdita del finanziamento per i debiti delle P.A. che ha fatto mancare all’economia di Sant’Onofrio almeno 900.000 euro.

In mancanza di un'amministrazione capace, sarà il circolo PD di Sant'Onofrio a cercare di aiutare i cittadini, E su questo punto chiedo aiuto a tutti i presenti affinché apportino utile contributo affinché si possano aiutare fattivamente le famiglie e chi ha voglia di lavorare.

Il nostro partito è un partito che vuole governare, non siamo come il movimento 5 stelle che vuole fare solo opposizione. Troppo facile.
Noi oggi facciamo a Sant’Onofrio opposizione non per distruggere, non perché sia più facile farla, ma perché siamo convinti che delle soluzioni differenti, che abbiano uno sguardo al presente, ma con obbiettivi di lunga durata nel futuro, siano possibili.

Però, e qui mi rivolgo ai coordinatori, il PD calabrese deve pensare subito a come supportare le amministrazioni. Parlare di congressi è giusto, sono il primo a dire che bisogna dotarsi degli organi dirigenti, ma è altrettanto urgente organizzare dei tavoli di lavoro su base provinciale e regionale, affinché le risorse dei territori e le soluzioni trovate possano essere condivise.
Dobbiamo mettere a frutto le esperienze e le forze dei circoli affinché le esperienze siano condivise

Oggi parliamo di condivisione pensando a facebook, condividiamo gli eventi, condividiamo gli articoli di giornale, ma bisogna iniziare a pensare che network non significa solo questo.
Il network va creato.
L’istituzione urgentissima di tavoli di lavoro può essere fatta subito. Perché questa azione è utile al territorio, ma ricordiamoci che questi studi possono poi essere poi utilizzati a livello regionale e nazionale affinché laddove si riscontrano delle lacune si possa provvedere nelle opportune sedi a trovare delle soluzioni.

Grazie dell'attenzione.


giovedì 18 luglio 2013

A Sant'Onofrio il PD scende in piazza per denunciare problemi e proporre soluzioni.

L’esecutivo del PD santonofrese ha da tempo intrapreso un percorso teso a far riavvicinare i cittadini alla politica. Con questi propositi ha organizzato domenica scorsa un dibattito pubblico, nella centrale piazza con il fine di rendere noti i problemi che investono il territorio comunale, ma soprattutto per proporre soluzioni a breve e a lungo termine.



La piazza ha accolto con calore gli ospiti, i quali hanno analizzato sia le questioni di carattere locale che quelle di più ampio respiro; ogni intervento ha concentrato l’interesse su vicende diverse, ma tutti hanno rimarcato come le risorse locali saranno certamente da stimolo all’azione politica a tutti i livelli: provinciali, regionali e nazionali.

Di seguito i relatori della serata: Giuseppe Ruffa (segretario PD di Sant’Onofrio), Franco Ciancio (ex sindaco di Sant’Onofrio), Teresa Esposito (Comitato Donne del PD), Salvatore Disì (Sindaco di Stefanaconi), Michele Mirabello (Coordinatore provinciale), Giovanni Puccio (Coordinatore regionale), l’On. Pietro Giamborino (Consigliere Regionale) e l’On. Bruno Censore (Deputato della Repubblica)

Ognuno da prospettive diverse e con ruoli e responsabilità distinti hanno dimostrato - se ce ne fosse stato bisogno -  che solo utilizzando tutta la “filiera” del Partito si possono risanare le ferite dei territori, e che mettendo in campo tutte le capacità politiche e professionali del PD sarà ancora possibile pensare ad un ulteriore riscatto sociale ed economico per la nostra regione e per la nostra comunità.

Giuseppe Ruffa ha evidenziato come sia necessario per il PD tornare ad essere parte attiva nella ricerca della gente e dei suoi problemi. Entrando nel vivo della questione locale, ha denunciato il “sistema Rodà”, una concezione dell’amministrazione chiusa al dialogo e ai suggerimenti, monocratica nelle decisioni. A sostegno di tale tesi, ha ricordato le ormai note criticità del paese, in particolare la privatizzazione dell’asilo comunale e le assurde motivazioni con cui il sindaco ha giustificato tale decisione. Il segretario, infine, ha stigmatizzato questa politica del clientelismo, causa principale della crisi che stiamo vivendo.

Franco Ciancio ha prima fornito qualche dato analitico a sostegno della crisi economica attuale con una breve disamina dei dati elaborati dalla Svimez, Eurostat e dalla Banca d’Italia, per poi, in maniera diretta ed efficace, portare alla luce il pensiero di molti compaesani in merito all’attuale situazione locale: un’amministrazione senza più l’appoggio dei partiti politici che la sostenevano; un’amministrazione assente costantemente da tutti i momenti di confronto; una maggioranza zoppa sorretta da un solo consigliere proveniente dall’altra lista, che spostandosi con il sindaco la mantiene forzatamente in piedi;
L’ex sindaco, torna inoltre a parlare del mancato accesso al fondo per pagare i debiti delle pubbliche amministrazioni, che ha fatto perdere all’economia del paese centinaia di migliaia di euro.

Teresa Esposito ha voluto notare la presenza di numerose donne nella piazza, che devono essere sempre più numerose. Il Pd è un partito sempre più al femminile e i dati in Parlamento lo dimostrano chiaramente. Non deve però cadere nel trabocchetto dei personalismi, l’impegno è invece quello di costruire un gruppo saldo e unito, che vada avanti con progetti nuovi e metodi moderni, adatto alla società di oggi e sempre più riformista e moderato 

Pietro Giamborino ha subito ringraziato tutto il paese, che si è sempre distinto per l’impegno politico. Ha quindi voluto comunicare ai presenti l’importanza del PD, partito in cui crede fermamente e di cui è stato fondatore a Vibo Valentia. Il PD è una risorsa per tutti. È un partito che si è sempre distinto per la sua capacità di includere, qualità che deve essere meglio organizzata, ma da non mettere assolutamente in discussione. La democrazia nel PD è una parola fondante che contraddistingue in maniera netta il nostro partito dalla destra di Berlusconi o dal fascismo di Grillo.

Bruno Censore ha ringraziato il circolo locale del Pd per l’impegno profuso in questo ultimo anno, evidenziando l’importanza della presenza del partito a S.Onofrio, da sempre roccaforte del centro sinistra provinciale. La presenza completa della dirigenza renderà questa serata una linea di demarcazione per il futuro di questa comunità. Stasera si sono gettate le basi per la costruzione di un progetto politico che parte dal territorio per espandersi a livelli più ampi.

Michele Mirabello e Giovanni Puccio hanno voluto salutare e ringraziare tutti i santonofresi e, in particolare, i dirigenti locali, per la tenacia e la capacità dimostrata: i risultati alle ultime elezioni politiche hanno certamente dato ragione al circolo che ha ottenuto il numero più alto di voti, risultando il primo partito in assoluto. Certamente, è l’auspicio, la volontà del circolo sarà ricompensata se la cittadinanza accoglierà il modo nuovo di operare e la manifestazione di questa sera è certamente un primo, ma importante risultato.
Il coordinatore regionale conclude dichiarando pieno appoggio al circolo, che potrà contare sul sostegno degli organi provinciali e regionali. 

Certo, in questa occasione, non è sfuggita ai santonofresi la partenza precipitosa del sindaco per altri luoghi, proprio nel giorno in cui si sarebbe dovuto tenere l’incontro che aveva richiesto dalle pagine dei giornali. Questo l’emblema della mancanza di coraggio dell’esecutivo, che, probabilmente, sapendo di aver compiuto grossi errori, si rifiuta di affrontarne le conseguenze; anzi insiste con arroganza ad operare per portare la cittadina sempre più verso il fondo.

Ma, d’altro canto, la serata ha dimostrato che il paese non è più solo, ma ha al suo interno un PD determinato a riportare lustro alla popolazione.

mercoledì 3 luglio 2013

Il Pd difende i suoi amministratori e accetta la sfida del sindaco per giorno 14 in Piazza Umberto.

Il PD prende atto della replica del sindaco, ma se da un lato giudica l’apertura un gesto importante sul piano del dibattito politico, d’altro canto stima che le risposte che la comunità si aspettava in realtà non sono state date. Il sindaco trasforma il necessario confronto fra le parti, in becero personalismo.

Si precisa pertanto che Giuseppe Ruffa è il segretario cittadino del PD, partito che alle scorse elezioni ha conquistato il maggior numero di preferenze, date da cittadini non seguaci della persona, ma democratici convinti del progetto politico. Certo questo sembrerà strano alla attuale maggioranza che non ha alcuna collocazione ed è fondata su labili basi di opportunità momentanea.
 
Se il sindaco ritiene che il segretario sia stato manchevole, nel richiedere un confronto, ci si domanda quale dovrebbe essere l’argomento di discussione. Infatti nel municipio abusa del suo ufficio, quando a distanza di due anni la sua amministrazione non ha ancora messo a disposizione del consigliere di riferimento la documentazione richiesta su importanti argomenti di ordine pubblico, impedendogli di esercitare appieno il ruolo di verifica e controllo. Cosa nascondono i ritardi nella consegna degli atti relativi alla questione rifiuti, potabilità dell’acqua, certificazione dei debiti, situazione di cassa e controllo della corte dei conti, lavori pubblici?
Il confronto può avvenire solo con atti e documenti a disposizione.


D'altronde che questa amministrazione giochi a nascondino è evidente dall’avventato modo scelto per difendersi. Assolutamente fuori tempo, il sindaco rilascia false illazioni contro gli ex amministratori, dimenticando che, purtroppo, da numerosi anni non sono più in carica. Accusa vaneggiando coloro che nel lontano 2008 hanno avuto l’onore e il piacere di governare un’amministrazione trovata sfasciata.
 
Se ha un sol dubbio di legittimità degli atti amministrativi della passata amministrazione trasmetta subito alla magistratura i fascicoli e denunci i fatti. Ricordi, però, di trasmettere anche i fascicoli legati alla gestione attuale dell’acqua potabile, al servizio di pulizia del cimitero, agli incendi di materiale inquinante, ai lavori abusivi presso l’isola ecologica.

Il PD, dai livelli locali a quelli nazionali, prendono netta posizione a favore di un’amministrazione che in soli diciotto mesi ha messo in campo azioni e progetti che l’attuale sindaco neanche immagina, senza impoverire le casse comunali, ma accedendo a cospicui fondi provinciali, regionali e nazionali.
 
Il sindaco, invece di criticare dovrebbe prendere insegnamento, visto che non è riuscito ad approvare e realizzare alcun progetto, non essendo capace, addirittura, di seguire quelli lasciati in eredità. Esempi lampanti di tale inoperosità sono la chiusura del centro di aggregazione e l’inutilizzo dell’ampliamento della sede municipale, solo per citarne alcuni. 
 
Nel merito della gestione del personale, ricordiamo che le strategie utilizzate dai precedenti amministratori sono state seguite dai commissari prefettizi. Lo sforzo è stato indirizzato a superare le criticità registrate e a prospettare un futuro solido alla pianta organica comunale, con figure giovani e competenti.
D’altronde il sindaco dimostra di non conoscere neanche la storia più recente del paese. Le dichiarazioni sui lavori della gradinata della Chiesa, della Piazza e del Cimitero risultano semplicemente assurde, tanto da farci pensare che siano state suggerite da persona poco affidabile.
 
Questa amministrazione dovrebbe riprendere lucidità e spiegare perché non riesce a chiudere il Piano Strutturale Comunale, perché è distratta in merito alla sicurezza dei lavoratori comunali, perché vorrebbe assumere fuori procedura pubblica, con la scusa di esternalizzare i servizi, andando peraltro contro tendenza rispetto alle precedenti scelte indirizzate a internalizzarli.
 
I precedenti amministratori hanno già subìto una grave ingiustizia e non sono più disposti a stare in silenzio. Delle ingiustizie se ne darà conto al momento e nelle sedi opportune, ma gli attuali amministratori sappiano che i loro predecessori hanno passato indenni anche il controllo di legittimità dei commissari. La cosa pubblica ha bisogno di confronto trasparente e dibattito dialettico e il Pd è pronto a dimostrare a tutti i santonofresi che è possibile ancora sperare nel futuro.
 
Ovviamente, i dirigenti del Pd sono a completa disposizione dell’amministrazione per un confronto pubblico; anzi, ne proponiamo uno, il 14 luglio prossimo, in Piazza Umberto, per discutere con la nostra comunità.

“Signor sindaco la richiesta è stata nuovamente protocollata, nella speranza che questa volta non la respinga come accaduto a gennaio. Che sia un confronto aperto, tra persone con un nome e un cognome, una professione e un’immagine che a viso scoperto si confrontino a tutto campo.”

venerdì 28 giugno 2013

La chiusura dell'Asilo Comunale diventa interesse privato

S.Onofrio. Il segretario del Pd estromesso dalla riunione.
Discussione sulla chiusura dell’asilo nido.

Quando non si è capaci di confrontarsi, ma solo di confondere le acque, la maggioranza decide di trincerarsi nelle stanze chiuse, invece di aprirsi al pubblico.

Così alla riunione che si è tenuta oggi per parlare della privatizzazione dell’asilo nido, il sindaco ha effettuato una selezione personale, tra chi poteva partecipare e chi non doveva. Sono state fatte accedere alla riunione sia una delegazione di genitori, sia la stampa locale; ma i rappresentanti dei partiti politici, in rappresentanza di alcuni cittadini, sono stati allontanati in malo modo. Così ancor prima di essere privatizzato, l’asilo nido diventa proprietà del dott. Rodà, il quale ha dimostrato una visione con i paraocchi, del presente e del futuro.

Il circolo del Pd ha sempre evidenziato le inefficienze amministrative, al fine di permettere che si potesse porre rimedio; nello specifico non intende ancora pronunciarsi, fintanto che non saranno chiare le modalità con cui si intenda agire. Questo era proprio il motivo che ci vedeva interessati all’incontro con l’amministrazione, ritenendo la questione di rilevante importanza pubblica.

Se, comunque, le notizie trapelate finora dovessero dimostrarsi fondate, appare chiaro che lo spostamento di personale dall’asilo al municipio, non alleggerirebbe la spesa comunale. Si tratterebbe, viceversa, del solito gioco della vecchia politica, che cerca di allargare la pianta organica comunale, stravolgendo le regole democratiche del vivere civile e tutte le leggi vigenti.

Signor sindaco non tema: il Pd, e in particolare il suo segretario, continuerà con le proprie azioni pubbliche di verifica, di controllo e di protesta, nel solo interesse collettivo e di ogni cittadino.

S.Onofrio ha una storia da tutelare: sociale e politica e la “caduta di stile” dell’attuale sindaco e dell’attuale amministrazione non potrà assolutamente far tornare indietro il paese.
La cacciata dalla sede municipale del segretario di un partito politico, deve certamente raggiungere le giuste sedi e la diffida pubblica del segretario locale del Pd vuole far conoscere ai santonofresi che il sindaco e la maggioranza, che indecentemente governano il nostro comune, hanno sicuramente tanto da nascondere, tanto da non riuscire a gestire neanche una semplice riunione, conducendo il tutto a mero scontro personalizzato e facendo credere che la “cosa pubblica” è “cosa privata”, da gestire nelle stanze chiuse del sindaco.

giovedì 27 giugno 2013

Tolto agli abitanti di Sant'Onofrio il diritto al decoro

Verde pubblico in abbandono.
Il PD si rende disponibile e il Sindaco nega l’aiuto.
In un momento di grave crisi quale quella che soprattutto il Sud Italia sta attraversando ha destato scalpore, fra i cittadini santonofresi e gli imprenditori che operano nel territorio, la mancata adesione del Comune al piano per l’accredito di liquidità per i debiti della pubblica amministrazione, con grave errore amministrativo e carenza di lungimiranza politica. L’unica speranza è che il Governo nazionale dia una ulteriore possibilità al nostro comune: amministratori, “repetita iuvant” (le cose ripetute aiutano).

Così, da ormai diversi mesi, il sindaco Rodà e la sua giunta si sono chiusi nel più assoluto silenzio, evitando di dare risposte a quei cittadini che a buon diritto le chiedono.

Dunque, ecco la verità: il sindaco non dà risposte perché è in perenne difficoltà e risposte non ne ha. Ed è solo la vanagloria di pochi consiglieri che tengono in piedi un’amministrazione pronta a deturpare quotidianamente il territorio.


Accade, infatti, che, constatate la grave disorganizzazione e le imperdonabili inosservanze, alcuni cittadini e alcune associazioni locali (e tra questi il circolo PD di S. Onofrio), nel rispetto del “Regolamento comunale per l’adozione di spazi verdi”, hanno deciso di chiedere la cura di piccole porzioni di verde pubblico, attualmente in stato di abbandono e degrado.

Peccato che anche in questa occasione l’amministrazione taccia e non sia seguita alcuna risposta, nonostante la richiesta del PD sia stata protocollata già nel mese di aprile.

Dopo mesi trascorsi inutilmente, ci dispiace sottolineare che la pulizia, in particolare, di alcune aree destinate a verde pubblico, punti di ritrovo di giovani e meno giovani, ad oggi risultano seriamente abbandonate, sporche e a rischio per la sicurezza dei nostri figli, che continuano a frequentarle; eppure la richiesta del PD risulta senza motivo apparente inevasa e volutamente dimenticata.



Questo è un altro segnale lampante del disinteresse e dell’incuria degli attuali amministratori nei confronti del paese e dei suoi cittadini. E’ chiaro che pur di evitare di sottolineare il proprio malgoverno, questi politicanti non danno la benché minima possibilità di prendersi cura del proprio paese a chi con determinazione cerca di farlo. Il gruppo di maggioranza sta dimostrando di voler governare il comune maldestramente e con metodi non democratici e lontani da ogni logica moderna.

La situazione odierna insegna che il sindaco e la sua giunta non vogliono in alcun modo avere a che fare con la politica territoriale, desiderano gestire la cosa pubblica come fosse un locale privato, non amano il confronto, forse perché non hanno nulla da dire: e pensare che il decoro e il valore paesaggistico è tutelato addirittura dall’art. 9 della Costituzione!

Il circolo del PD è costretto nuovamente a scrivere per denunciare l’ennesimo “silenzio” del sindaco, che neanche questa volta ha voluto, o saputo, dare una risposta di buon senso e di civiltà democratica nei confronti di chi vorrebbe contribuire fattivamente all’abbellimento del comune.
Ma c’è di più: la richiesta del PD di S. Onofrio non è l’unica a giacere in qualche cassetto del municipio; altri cittadini hanno proposto analoghe richieste, ormai da lungo tempo nessuna risposta.

Questo comportamento maldestro genera totale delusione: il rifiuto di soluzioni a costo zero per l’amministrazione, ma che darebbero grande sollievo al vivere civile del centro abitato. Ribadiamo infatti che questi luoghi rappresentano un reale pericolo per la salute e un violento esempio diseducativo per la cittadinanza e, soprattutto, per nostri giovani.

Giriamo alcune domande al sindaco e all’assessore di riferimento:

  • Come può un genitore permettere al figlio di girovagare per le vie del paese, se le anche le aree pubbliche (valido luogo di aggregazione) sono colme di rifiuti di ogni genere, abbandonate all’incuria e alla cattiva gestione?
  • Come si può insegnare ai ragazzi l’importanza di rispettare l’ambiente, se anche questi spazi sono privi degli indispensabili cestini portarifiuti e la noncuranza regna sovrana?
È evidente che questa è, comunque, solo la punta di un iceberg di incompetenza e arroganza.

Signor sindaco, è suo dovere dare risposte ai cittadini e a chiunque (per interesse collettivo) chieda fatti, documenti e atti utili alla verifica dell’attività amministrativa; non si nasconda ancora dietro il dito della maggioranza! Signor sindaco, abbia il coraggio di ammettere le mancanze dell’amministrazione o, quantomeno, provare a giustificare questi incomprensibili comportamenti.


Chiediamo di ottenere subito l’autorizzazione ad adottare l’area a verde pubblico di cui alla datata richiesta formalmente protocollata e che giace ancora senza risposta. L’interesse del circolo PD è di risollevare il nostro paese, che avrebbe potuto essere di esempio per tutta la Provincia e che, invece, sta sprofondando nel degrado.

venerdì 31 maggio 2013

“Sant’Onofrio: figli di un Dio minore”

Il Governo delibera e il Comune perde il finanziamento

L’Amministrazione Comunale ha commesso un altro errore, un grave errore, per i tempi di crisi economica e finanziaria in cui versa la nazione e, in particolare, la nostra Provincia.
Per far fronte alle forti difficoltà, il Governo ha dovuto approvare il decreto legge n. 35/2013, recante disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della Pubblica Amministrazione, per il riequilibrio finanziario degli enti territoriali, nonché in materia di versamento di tributi degli enti locali.


Il Municipio di Sant'Onofrio senza tetto
Che la crisi sia un forte ostacolo affinché le amministrazioni operino al meglio, è risaputo.
A S. Onofrio va aggiunta l’inefficienza di un’amministrazione invalida al 100%: muta e sorda nei confronti dei cittadini, monca nell'agire e cieca nel prendere atto del suo pieno fallimento.


Il PD non vuole presentare la solita retorica dell’opposizione, ma parla di fatti concreti e di errori gravi: ferite che l’amministrazione non vuole curare. Nonostante gli oltre 6.000.000 di euro di debiti del bilancio 2012, la maggioranza al Comune continua a far gravare sulle spalle dei cittadini la propria incompetenza.
Infatti, il sindaco Rodà e la sua Giunta, incuranti dei disagi che provocano ai cittadini, preferiscono accendere per il 2013 un prestito di 450.000 euro (come per il 2012) con le conseguenti critiche esposte giustamente dal Revisore dei Conti e i pressanti richiami della Corte dei Conti.
Questo comportamento è ingiustificabile, alla luce poi della mancata adesione al decreto legge 35, che prevede l’accredito di liquidità per debiti della pubblica amministrazione, che sarebbe stato una boccata d’ossigeno per le imprese e i lavoratori.

S. Onofrio è divenuta ormai un’isola infelice; mentre Stefanaconi, Filogaso e Maierato ricevono dalla Cassa Depositi e Prestiti soldi freschi per importi di milioni di euro, S. Onofrio resta a bocca asciutta.
Questo è inammissibile. Il dovere civico degli amministratori avrebbe dovuto imporre l’adesione del Comune a questa unica opportunità con l’obiettivo di dare respiro alla comunità, portando beneficio non solo alle casse comunali, ma anche alla gente comune che avrebbe potuto giovare di moneta circolante. Questi soldi sarebbero andati proprio alle imprese o ai lavoratori che vantano crediti dal comune, che avrebbe potuto mettere in circolo quella liquidità necessaria a rilanciare l’economia del territorio.


Evidenziamo a questo punto, che se il motivo per cui qualche consigliere ha pensato di dare forza alla maggioranza perché è necessario adoperarsi per risolvere i problemi causati dalle “ristrettezze economiche in cui è andato incontro il nostro comune per i grossi problemi di bilancio che sono stati tramandati” è arrivato il momento di tirarsi fuori, perché proprio questa era l’occasione per dimostrare quel sicuro cambiamento auspicato.


Non è l’individualismo di singoli gruppi ad immobilizzare il nostro paese, ma è l’inadeguatezza di un’amministrazione che dimostra giornalmente di condurre questa comunità verso il baratro non solo finanziario, ma anche sociale.


Non bastano spiegazioni: la politica non vive di scuse. S. Onofrio non doveva assolutamente perdere quest’occasione.


Questa farsa deve finire, l’amministrazione deve andare a casa e lasciare il posto a chi vuole e sa amministrare.

Il circolo del PD di S. Onofrio denuncia questo ennesimo danno subito dalla comunità e sollecita gli amministratori a ricorrere al più presto ai ripari, se ne sono competenti e se ne hanno la voglia.


Il PD sarà sempre attento e continuerà a controllare e verificare ogni atto e ogni azione amministrativa, con un’opposizione ancora più serrata e determinata.

domenica 12 maggio 2013

Il gruppo d’opposizione boccia il bilancio 2012 e l’azione politica e sociale


Si è svolto qualche giorno fa il consiglio comunale indetto per approvare il bilancio consuntivo 2012. L'analisi che il circolo PD di Sant'Onofrio fa in merito è molto critica sia sotto il profilo politico, che amministrativo.

Appare infatti alquanto strana l'assenza dell’ex vice sindaco da poco defenestrato: Fusca, infatti, ha dimostrato la sua contrarietà alla linea politica della maggioranza, facendo mancare quello che sarebbe stato un voto fondamentale per dare un minimo di credibilità a quella che oggi si rivela essere una maggioranza chimera, fatta di pezzi rattoppati, utile solo a portare a casa il minimo indispensabile per poter andare avanti. All'assenza dell'ex vice sindaco si è inoltre aggiunta l'astensione del gruppo UDC e la pesante contestazione dell'unico vero gruppo di opposizione, che ha bocciato interamente il consuntivo.
La maggioranza resta in piedi quindi solo grazie ad un unico voto in più, non certo un risultato degno di quella che si è presentata nel 2011 come una coalizione di unione e condivisione.

Il Consigliere Fortunato Addesi durante il suo
intervento, fortemente critico nei confronti
del Bilancio Consuntivo 2013
Il consigliere Fortunato Addesi, nel suo intervento, ha posto importanti quesiti al Sindaco e alla giunta, che evidentemente impreparati nel giustificare il loro operato, hanno optato per la scena muta, mutilando ancora una volta il senso del dibattito politico e dello stesso consiglio comunale, luogo principe di confronto. Cosi, una maggioranza arroccata nel silenzio, ha solo saputo ascoltare le dure critiche dell'opposizione, senza dare alcuna spiegazione.

Addesi ha chiesto le ragioni degli scostamenti rilevanti fra il bilancio di previsione e il consuntivo, segnalando su alcune voci percentuali di variazione del 99%. Il consigliere ha fatto notare che nel corso del 2012 sia stato chiesto un mutuo di 200.000 €, che graverà nel breve termine sulle spalle dei contribuenti, a cui si contrappone stranamente la perdita definitiva di ben 180.000 €, a causa di una amministrazione poco efficiente, come confermato dalla Corte dei Conti che la invita ad una maggiore efficacia nell'attività di riscossione e nell'attento monitoraggio delle scadenze dei crediti e debiti. Aggiunge infine come sia altamente probabile, e dunque, grave, che anche le somme inserite nei residui attivi, siano in realtà in buona parte solo virtuali, e conteggiati al fine esclusivo di chiudere il bilancio; ma, soprattutto, ha denunciato come mai non si è pensato ad una sola opera pubblica per il paese, che possa, in parte, giustificare un minimo di attività amministrativa?

La minoranza ha votato contro il bilancio 2012, chiedendo il voto contrario anche agli altri gruppi consiliari non più in maggioranza, che invece hanno deciso di astenersi dal voto, assumendosi così una responsabilità in fase di deliberazione, che l’opposizione non ha condiviso, per le condizioni economiche e finanziarie in cui è stato fatto cadere il comune.

Infine è opportuno evidenziare come la maggioranza ha dimostrato di avere le idee confuse, tanto che nella relazione sul bilancio consuntivo, ammette implicitamente la grave inefficienza amministrativa, trasformando il rapporto in un elenco di buoni propositi per il 2013. E il totale silenzio del Sindaco e degli altri componenti la maggioranza, d'altronde, pone cattivi auspici sulla reale convinzione sul programma svolto e da svolgere.

Al voto contrario per le inefficienze contabili, si somma, quindi, la bocciatura per tutta l'azione politica e sociale, per lo scarso livello tecnico dei contenuti e per il basso profilo politico e strategico. Questo bilancio è la prova che in due anni la maggioranza ha dimostrato di non volere il bene del paese e di lavorare solo ed esclusivamente per la conquista di poltrone e di posizioni di gestione, tralasciando assolutamente gli interventi a favore della comunità.

mercoledì 24 aprile 2013

A Sant’Onofrio le strade sono ormai delle mulattiere

E' incoraggiante constatare come, nelle immediatezze della nostra denuncia sui quotidiani circa le difficoltà che da oltre un anno stavano vivendo diverse famiglie di contrada Castelluccio, costrette a percorrere una strada pericolosamente accidentata, la carreggiata sia stata prontamente ripristinata.

Ma il caso Castelluccio è solo la punta di un iceberg di una viabilità il cui degrado è ormai intollerabile.
La rassegna fotografica presente in seguito, dimostra come la situazione non è confinata solo alle vie rurali, quali ad esempio in zona Cao, Via Santa Elia, Contrada Zipparello, Contrada Scarpaleggia e molte altre, ma è ormai giunta a livelli di abbandono e incuria tali che anche le zone di espansione urbana, come Contrada Ciccia, e addirittura le centralissime via Torino, Via Roma, Via Ipponio e Via Raffaele Teti (via in cui è ubicato il municipio) sono dei percorsi ad ostacoli, pericolosi anche per i pedoni, che rischiano rovinose cadute a causa di una pavimentazione dei marciapiedi insidiosa, in più punti rotta o assente.
In tutto questo l’amministrazione resta a guardare. Di quelle linee programmatiche esposte nel 2011, restano solo le parole. Nessun progetto è stato portato avanti per accedere ai fondi destinati alla viabilità rurale, non esiste nessun piano di manutenzione straordinaria o ordinaria della rete stradale comunale.
Attendiamo quindi delucidazioni, su come questa giunta rimodulata, abbia intenzione di affrontare responsabilmente questa criticità del territorio, consapevole del fatto che è necessario in alcuni casi procedere con estrema solerzia. Non ci si nasconda dietro il dito della mancanza di fondi, la salvaguardia dell’incolumità delle persone è prioritaria su tutto e lacune in questo senso rappresentano responsabilità dell’ente, con un danno erariale da cause civili che potrebbe gravare ancor più duramente sulle casse comunali.
S.Onofrio si merita ben altri amministratori, più attenti alle problematiche vere che investono ormai il paese. Il circolo del PD protesta con forza e a tutela dei cittadini denuncia, a tutti gli organi competenti, la cattiva utilizzazione dei fondi di bilancio e gli indirizzi di politica amministrativa.

Strada comunale che porta dalla Contrada Castelluccio al centro del paese (Mappa)
Lavori di manutenzione idrica,
malamente programmati



Alcune delle strade in condizioni di estremo degrado

Strada che porta da Via delle Rimembranze (altezza Santa Croce) a Contrada Castelluccio (Mappa)
Non solo strade dissestate,
ma anche punti della tradizione
santonofrese abbandonati.
Vere e proprie voragini
Sporcizia e cunette non curate


Via Badea (Mappa)
Non solo strade periferiche, ma anche le vie del centro
in condizioni di elevato degrado


Zona Cao e Contrada Santa Elia (Mappa)


Contrada Ciccia (Mappa)


Via Tomarchiello, Contrada Zipparello, Contrada Scarpaleggia (Mappa)



Via Morsillara, Via Torino, Via Trecroci, Via Ipponion (Mappa)